“La voce è espressione viva, diretta e globale del nostro essere, è una serie di vibrazioni capaci di influenzare persino la struttura molecolare di noi stessi e di ogni essere vivente”.
Canta che…ti passa. Un vecchio detto di vera saggezza. Perché si canta? Il canto è una necessità, una specie di bisogno profondo, un fatto istintivo, uno fra tanti mezzi che l’uomo ha per potersi esprimere. Antiche civiltà credevano che il suono avesse dato origine all’Universo e sembra che il canto sia apparso prima del linguaggio umano. In effetti ogni lingua è un’organizzazione strutturale con delle caratteristiche che in modo analogo definiscono la fraseologia musicale. Il canto è una vibrazione che coinvolge tutto il corpo caricando di energia il cervello e non è prodotto solo dalla laringe, ma dai centri energetici della testa del petto e dello stomaco, dipartono dei suoni che vibrano in ogni cellula, costituendone la memoria corporea ed emotiva. In questa dimensione il legame tra voce, corpo e psiche è indissolubile includendo nell'espressione anche il gesto, la danza e il movimento.
Così il canto, considerato quasi esclusivamente come una espressione artistica e soggetto a un pregiudizio diffuso di essere appannaggio esclusivo di pochi fortunati “nati con la voce”, è molto di più; diventa un mezzo per conoscere sé stessi, per imparare ad ascoltarsi in profondità, a prendere contatto con quella parte Luminosa ed Oscura che esiste dentro di noi e che “grida” per uscire da quella gabbia, in cui i condizionamenti dell’educazione l’ hanno spinta ad entrare. Quante volte da piccoli siamo stati soffocati dal comando perentorio di tacere perché si disturbava o si stonava? Così controllarsi diventa l’ordine del giorno e il collegamento vitale tra cuore e mente si inquina. La rabbia cresce e con lei la confusione di identità, la disarmonia con noi stessi e con gli altri, cause sovente di disturbi psicosomatici. Numerose indagini svolte attraverso la ricerca comparata di culture primitive, hanno evidenziato e valorizzato il potere benefico sulla mente e sul corpo di rituali, in cui la danza ed in particolare il suono, svolgevano un’azione catartica e terapeutica. Penso che molti di noi abbiano sperimentato almeno una volta nella vita, come l’atto del cantare abbia alleggerito uno stato d’animo di tristezza, allentato lo stress, aumentato uno stato di benessere psicofisico. E’ stato leggendo del “toning”, sistema per usare la voce come mezzo per riequilibrare il corpo, che mi sono resa conto quanto il cantare mi facesse sentire meglio e quanto l’uso della voce, solamente come manifestazione artistica, mi relegasse entro confini un po’ ristretti. Così ho iniziato un periodo di ricerca e sperimentazione, sull’uso della “Voce”, anche come mezzo curativo. Sviluppando sempre più l’improvvisazione ho composto brani vocali usando una lingua incomprensibile, allo scopo di dare risalto al suono come energia vibratoria, pura da ogni intervento mentale.Cantare fa bene, ma ricordiamo che la voce va educata. Lo studio del canto, indispensabile per costruire lo strumento voce, serve anche a preservarne la sua integrità, mettendo l’organo vocale in condizione di funzionare al meglio, nel rispetto del principio della massima resa per il minimo sforzo.
Se volete scrivetemi per consigli e domande.





Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@